In questo articolo troverete il percorso svolto nella mia classe prima per la presentazione del numero tre (una settimana di lavoro).
Tutta l’attività ha come sfondo integratore la storia narrata nell’albo Due a me, uno a te, di Jorg Mule.
L’utilizzo di una storia come filo conduttore delle attività, consente di abbracciare più ambiti disciplinari (italiano, storia geografia, arte), di contestualizzare le situazioni matematiche e di suscitare grande interesse negli alunni.
La storia ha una trama semplice, con un significato facilmente accessibile per i bambini: un orso trova tre funghi nel bosco, li porta a casa e la donnola li cucina. Al momento del pasto i due litigano per la divisione dei funghi. Ognuno di loro ne vuole due e avvalla tutta una serie di giustificazioni per avere ragione. Mentre i due litigano, arriva la volpe e ruba un fungo.
Questa storiella è molto interessante da un punto di vista matematico perché pone alcuni quesiti sulla divisione e sulla formazione del numero tre.
Per questa ragione l’ho scelta per introdurre il lavoro sulla formazione e scomposizione dei numeri (utilizzerò fondamentalmente il metodo Singapore).
La lettura della storia è stata anche l’occasione per parlare della stagione (l’autunno) e dell’ambiente (bosco) in cui avvengono i fatti (collegamento a storia e scienze); per discutere su chi avesse ragione e su come è finita la storia (collegamento a educazione civica).
Ho utilizzato anche i tre personaggi per lavorare di geografia, arte e introdurre il coding.
Da un punto di vista matematico, abbiamo riflettuto sulla situazione problematica: qual è il problema, perché non riescono a dividere in parti uguali, quali potrebbero essere le possibili soluzioni e come si è risolto nella storia.
Rispetto alla situazione problematica, i bambini hanno trovato abbastanza facilmente l’origine del problema: tre è maggiore di due solo di un elemento, perciò non si può fare uno per ognuno, uno a testa (conclusione delle riflessioni fatte)
I bambini rispetto alla soluzione della storia hanno proposto varie alternative: invitano qualcuno e così fanno uno per ciascuno, ne mangiano uno a testa e l’altro lo conservano per un amico, uno lo buttano, quello che resta lo tagliano a metà e se lo dividono.
Dopo queste riflessioni (siamo tornati sull’argomento più volte per essere sicura che tutti capissero), i bambini hanno fatto il disegno di una scena (scarica qui il riassunto della storia).
Successivamente abbiamo contato i personaggi del racconto, poi ho distribuito una scheda da ritagliare e incollare con i tre protagonisti (scaricala qui).
Successivamente ho disegnato un grande tre sulla pagina del quaderno e i bambini lo hanno ricoperto di steckers.
In seguito ho distribuito una scheda di presentazione del numero tre per farli esercitare nella scrittura (scaricala qui)
Dopo aver terminato il lavoro, i bambini hanno disegnato e scritto tutto ciò che era tre nel racconto.
Ho anche proposto un’attività con i bastoncini di legno per lavorare sulla linea dei numeri in modo pratico.
Ho diviso i bambini a coppie e ho distribuito dei legnetti colorati. Poi ho detto dei numeri entro il cinque in ordine sparso, loro dovevano formare i gruppi in base alla quantità richiesta. Infine ho chiesto di ordinare i gruppetti di bastoncini dal più piccolo al più grande e viceversa.
Ai bambini poi ho chiesto dove si colloca il numero tra rispetto agli altri numeri: cosa c’è prima del tre? E dopo? Quanti e quali numeri precedono il tre? Quali e quanti lo seguono? Se al tre aggiungo uno cosa diventa? E se tolgo uno?
Successivamente ho proposto un’attività di riconoscimento del numeri dallo zero al tre.
Per rendere l’esercizio più divertente, ho proposto un’attività di pixel art (potete scaricare qui la scheda) sul tema “funghi”.
L’attività è piaciuta molto ai bambini, contrariamente a quanto mi aspettassi non ci sono stati problemi.
In seguito ho proposto un semplice labirinto, per poi arrivare all’attività più importante della lezione: imparare a dare istruzioni per far eseguire un semplice percorso.
Abbiamo fatto il gioco di “Robottino”, incarnato da un bambino e dei suoi programmatori, cioè i compagni che davano le istruzioni per portarlo da una parte all’altra della classe.
Il gioco è stato fatto tante volte, sempre con robottini, programmatori e percorsi diversi.
Una volta scelto il punto di partenza e quello di arrivo, il robottino si posizionava sulla start e i programmatori davano i comandi: 2 passi a destra, 3 avanti, 1 a sinistra …
Naturalmente ci sono stati vari “incidenti” a causa di comandi sbagliati, ma la cosa ha divertito tutti quanti.
Alla fine del gioco abbiamo fatto la seconda parte della scheda .
Nell’esercizio i comandi sono rappresentati dalle frecce, per cui è stato necessario dare alcune spiegazioni relative al codice (scarica la scheda).
Anche in questo caso gli esercizi propongono i tre personaggi.
Nei giorni successivi ho proposto la versione video della storia Due a me, uno a te (clicca sul link per vederlo).
Questa volta ci siamo soffermati a riflettere sul motivo del litigio tra l’orso e la donnola.
Tutti ricordavano che il motivo del litigio era che ognuno dei due contendenti volesse mangiare più funghi.
Così ho riavviato la discussione sull’argomento: “Perché non possono avere tutti la stessa razione di funghi?”. Dopo qualche riflessione alcuni bambini hanno detto: “L’orso e la donnola sono due, mentre i funghi son tre. Siccome ci sono tre funghi, un fungo non si può dare a nessuno”.
Per rappresentare questa situazione abbiamo fatto questo disegno.
In seguito ho chiesto ai bambini se ricordavano cosa dicevano i protagonisti e come è andata a finire la storia.
Poi ho utilizzato questa scheda (scaricala qui) per avviare la presentazione della scomposizione del numero tre.
Alla fine del lavoro, abbiamo riflettuto sulla situazione rappresentata nell’ultima parte della scheda.
Ho chiesto cos’era cambiato rispetto alla situazione iniziale. I bambini hanno risposto: “Prima c’era due animali e tre funghi, perciò non si poteva dividere bene. Adesso ci sono tre funghi e tre animali, allora ognuno può avere un fungo e tutti sono contenti”.
Così ne ho approfittato per insistere sulle parole ogni, ognuno, ciascuno!
Infine ho lavorato sulla scomposizione del numero tre. Ho diviso i bambini a coppie e ad ogni coppia, ho dato tre piatti di plastica, una busta con i gettoni e i numeri di legno.
Per prima cosa abbiamo lavorato con i gettoni.
Ho chiesto di prendere tre gettoni e di metterli in un piatto.
Poi ho chiesto di dividere i tre gettoni tra gli altri due piatti.
Ho annotato alla lavagna le varie combinazioni.
L’uso dei piatti di plastica aiuta a comprendere la rappresentazione della scomposizione del numero con i bonds.
Successivamente ho distribuito un altro piatto e ho detto di dividere i gettoni tra i tre piatti.
Sul quaderno abbiamo rappresentato in questo modo.
Successivamente ho distribuito i legnetti colorati e 10 matlink per ogni coppia.
Abbiamo fatto lo stesso lavoro di scomposizione con i legnetti e costruito il trenino del tre con i matlink.
Poi ho chiesto di smontare in vario modo il trenino e di dirmi che cosa succedeva, quali combinazioni si formavano.
Abbiamo appurato che si formavano le stesse coppie di numeri di prima.
Questa volta abbiamo rappresentato così.
Ho poi introdotto la parola “amici” del tre per spiegare i legami tra i numeri rappresentati dalle linee che uniscono i bond.
Per chiarire meglio i legami di “amicizia” tra i numeri, ho chiamato alla cattedra tre bambini.
Poi ho chiesto: “Quanti bambini ci sono alla cattedra?” risposta “Tre”, “Come è formato questo tre?”, risposta “Uno, uno e uno”.
Poi ho detto a due bambini di darsi la mano e ho chiesto: “Adesso, quanti bambini ci sono alla cattedra? (risposta ovviamente tre) Come è formato questo tre?”, i bambini hanno risposto immediatamente: “Due e uno, oppure uno e due”.
Infine ho chiesto: “Ma due e uno, oppure uno e due sono amici del tre? Si possono dare una mano?”. La risposta è stato un sì corale.
Allora mostrando la LIM , sulla quale avevo rappresentato i vari legami, ho semplicemente detto: “Queste linee che vedete sono le mani che uniscono tra di loro gli amici” e ho disegnato le mani.
Ho concluso la presentazione del numero tre con un’attività di arte e sulla lateralizzazione.
I bambini hanno realizzato un orso con i fermacampioni (trovi la matrice qui)
Poi ho utilizzato la marionetta per far esercitare i bambini su destra e sinistra, con l’orsetto usato prima nella posizione dei bambini e poi di fronte.
Dopo alcuni esercizi così, abbiamo fatto qualche gioco motorio.
5 Comments on Presentazione numero tre con “Due a me, uno a te”.
Lascia un commento Annulla risposta
Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.
Buonasera maestralu, i tuoi lavori sono stupendi.
Cercavo storie per introdurre i numeri e mi sono imbattuta in queste pagine meravigliose.
Grazie.
Maria Russo
Grazie a te per le tue bellissime parole! Per me sono un incentivo a continuare il mio lavoro di sperimentazione didattica e condivisione.
Lavoro fantastico!
Grazie, spero sia d’aiuto e d’ispirazione per tutti.
Stupendo!