In questo articolo troverete le attività che ho svolto per introdurre il nome e la sua analisi grammaticale nella mia classe terza della scuola primaria.
Per chi non avesse letto gli articoli precedenti, queste attività si inseriscono in un percorso più ampio di avvio all’analisi grammaticale e si ispirano alla psicogrammatica di Maria Montessori.
Trovate i link agli articoli collegati in fondo alla pagina.
Non insegnando in una scuola montessoriana, ho dovuto fare degli alcuni aggiustamenti, inoltre ho introdotto anche l’analisi grammaticale più classica.
Premetto infine che già in seconda avevo lavorato con i bambini su nomi, aggettivi e verbi.
Il nome: attività di presentazione
Per iniziare l’attività abbiamo ripreso quello che era stato detto nelle lezioni precedenti: ho chiesto ai bambini come si chiamasse la mamma della famiglia Grammaticonis, se ricordavano che cosa sa, chi sta sempre vicino a lei (Articoletto, il figlio minore), o chi le sta vicino, ma a volte si allontana un po’ (Aggettivo, il figlio maggiore), come si chiama suo marito (Verbum).
Successivamente ho distribuito i triangoli di carta per costruire il personaggio, poi siamo passati alla presentazione del nome.
Ho usato la forma del fumetto, col personaggio che parla e spiega i diversi tipi di nome.
Il nome: la formalizzazione.
Dopo questa presentazione abbiamo giocato al gioco dei nomi. I bambini hanno proposto queste categorie: piante, animali, città, mestieri, giochi, personaggi famosi.
Abbiamo fatto diverse riflessioni su alcuni nomi che sono emersi giocando: Risiko, Torino, Roma, pescecane, panettiere, pasticciere, Superman, Spiderman …
Sono infatti emersi nomi propri, nomi composti e derivati, così abbiamo avuto modo di riflettere sulle caratteristiche di questi nomi: iniziale maiuscola, parole da cui derivano, come si formano i nomi composti (anche in inglese!).
Successivamente sono passata alla formalizzazione di quanto appreso.
In questo passaggio ho utilizzato un metodo più classico. Alla spiegazione sono seguiti numerosi esempi (proposti dai bambini).
Ho iniziato con i nomi comuni, per poi proseguire con i nomi propri.
Il nome scuola primaria: analisi grammaticale.
A questo punto abbiamo fatto l’analisi grammaticale utilizzando i simboli: triangolino azzurro chiaro per gli articoli e triangolo nero per i nomi.
Questo modo di presentare il nome può anche essere utilizzato in una classe seconda della scuola primaria, magari nel secondo quadrimestre.
Abbiamo iniziato con frasi molto semplici.
Inizialmente ho scritto alla lavagna delle frasi tipo: “Il gatto e il topo”, “La mamma e il suo bambino”, “Marco vive a Roma”…
Successivamente sono passata all’analisi di frasi più complesse: “In un giardino ci sono rose, alberi e fiori di campo”.
All’inizio mi sono limitata a chiamare i bambini alla lavagna per porre i simboli sotto i nomi e gli articoli chiedendo anche il loro genere e numero a voce.
Quando i bambini hanno iniziato ad identificarli con sicurezza, siamo passati all’analisi grammaticale più convenzionale.
Per diversificare il lavoro e renderlo più stimolante ho anche proposto questa attività.
Ho tagliato delle strisce di carta e su ogni striscia ho scritto una frase modello, poi ho scritto alcune parole che potevano essere utilizzate per comporre altre frasi semplicemente sostituendole alle parole della frase base.
Ad esempio: La mamma cucina il pollo con le patate (frase base).
cuoco minestra cuoce pasta sugo zucchine prepara papà (parole).
Poi ho tagliato le parole singolarmente e le ho messe tutte in una bustina di carta. Ho formato delle coppie e dato una busta a ciascuna coppia.
La consegna era quella di formare delle frasi utilizzando quelle parole e di fare l’analisi grammaticale.
A partire dalla frase modello sono state prodotte queste frasi (ne riporto alcune a titolo esemplificativo:
Il cuoco prepara la pasta con le zucchine.
Papà cuoce la minestra con le patate.
La mamma cucina la pasta con il sugo.
Un’altra attività che abbiamo fatto è stata questa.
Ho distribuito ad ogni alunno 20 striscette di carta e una busta.
Su ciascuna striscia bisognava scrivere un nome (comune, proprio, maschile, femminile, singolare, plurale) e poi inserirla nella busta.
Dopo aver raccolto le buste, le ho ridistribuite a caso dandone una a ciascuno.
La consegna era classificare i nomi in vario modo: nome proprio/nome comune, poi maschile/femminile, singolare/plurale, nome di persona/animale/cosa.
Il nome scuola primaria conclusioni
Come avete visto con i cartellini si possono fare tantissime attività e i bambini sono stimolati a riflettere sulla lingua in modo giocoso e coinvolgente.
Inoltre, anche i bambini con difficoltà di apprendimento o che si distraggono facilmente, mantengono più a lungo l’attenzione riuscendo ad individuare le principali categorie grammaticali con facilità.
L’analisi grammaticale più tradizionale infatti è più complessa e monotona, e non aiuta ad individuare la posizione dei singoli elementi all’interno della frase, cosa che invece è evidente con l’uso dei simboli.
Inoltre l’uso dei cartellini, permettendo la sostituzione di un elemento della frase con un altro della stessa categoria grammaticale (o più di di uno) , consente di comprendere meglio la struttura della frase, aprendo la strada alla formulazione di infinite frasi a partire da un modello base.
Se queste attività vi sono sembrate interessanti e siete curiosi di seguire tutto il percorso dall’inizio vi consiglio di leggere gli articoli precedenti:
Introduzione all’analisi grammaticale scuola primaria.
Articoli determinativi e indeterminativi scuola primaria.
Aggettivo qualificativo scuola primaria.
Il verbo scuola primaria introduzione analisi grammaticale.
Se siete interessati al metodo Montessori, potete trovare molti approfondimenti e materiali utili visitando il sito Montessorinet.it