Il nome Homo Sapiens  significa “uomo sapiente”, ed è il nome della specie a cui appartengono tutti gli uomini che oggi vivono sulla Terra.

L’Homo Sapiens comparve per la prima volta in Africa circa 195.000 – 200.000 anni fa. La precisa datazione dei primi esemplari di sapiens, tradizionalmente posta a circa 130.000 anni fa, è stata quindi spostata indietro nel tempo, grazie ai recenti ritrovamenti in Etiopia.

Più recentemente, i nuovi ritrovamenti rinvenuti nel 2017 in Marocco nel sito di Jebel Irhoud  sposterebbero ulteriormente  l’origine dell’Homo sapiens a circa 300.000 anni fa (per saperne di più leggi l’articolo, Un’origine più antica per Homo sapiensLe Scienze, 7 giugno 2017).

Circa 75.000 anni fa si spostò dall’Africa per colonizzare dapprima  l’Asia e l’Europa e poi l’intero pianeta. Circa 30.000 anni fa si impose sulle altre specie di Homo, superando l’ultima glaciazione che si concluse all’incirca 12 000 anni fa.

Da quel momento l’evoluzione dell’uomo non è più stata fisica, ma culturale.

In Europa e in parte dell’Asia si diffuse un tipo particolare di homo sapiens che visse contemporaneamente agli uomini di Neanderthal : l’uomo di Cro-Magnon, i cui resti sono stati trovati per la prima volta in una località francese chiamata appunto Cro-Magnon. L’uomo di Neanderthal scomparve per motivi ancora oggi sconosciuti.

L’ASPETTO FISICO

Homo sapiens paleolitico ricostruzione MUSE
Homo sapiens paleolitico ricostruzione MUSE (CC BY-SA 3.0)

L’homo sapiens era alto circa 160-170 cm e aveva una corporatura tozza e muscolosa. Aveva la fronte piatta e bassa, le arcate sopracciliari poco marcate, il naso e le mascelle più piccole rispetto ai suoi predecessori, il mento sfuggente e il volto meno sporgente.

 Aveva mani e braccia robuste e denti molto forti per strappare la carne e per tenere gli oggetti. Fisicamente quindi, era del tutto simile a noi

La sua struttura  struttura ossea, i capelli e il colore della pelle iniziarono a differenziarsi  in modo da adattarsi alle diverse condizioni ambientali riuscendo così a popolare tutta la Terra.

L’homo sapiens aveva un cervello molto sviluppato, grande come quello dell’uomo d’oggi. Ed è proprio grazie alla sua intelligenza che riuscì a soddisfare al meglio i propri bisogni, anche in un periodo di condizioni climatiche estremamente ostili come quello delle glaciazioni.

HOMO SAPIENS: DA NOMADE A STANZIALE

Il nomadismo

L’Homo Sapiens del Paleolitico era nomade: ciò significa che non viveva sempre nello stesso luogo, ma si spostava alla ricerca di cibo e costruiva dei ripari provvisori.

Questi uomini, infatti, non conoscevano l’agricoltura  e l’allevamento: dopo aver raccolto tutti i vegetali e dopo aver cacciato tutti gli animali che si trovavano in un certo posto, erano costretti a migrare altrove. In questo modo l’homo sapiens dall’Africa si spostò verso l’Asia e l’Europa. Tra uno spostamento e l’altro, le tribù di Homo Sapiens trovavano rifugio in grotte, tende o capanne

I gruppi di homo sapiens nei periodi invernali e più freddi, si stabilivano in profonde grotte sotto gli strapiombi delle montagne, spesso vicini a torrenti ricchi di pesce che avevano imparato a pescare.

All’entrata delle caverne sistemavano paletti di legno intrecciati con rami per formare una barriera contro il vento e il freddo, rendendo l’interno della grotta più caldo e accogliente; le caverne erano  anche riscaldate dal fuoco.

Tracce di questa permanenza nelle caverne sono presenti in numerose grotte sia  in Europa che in Italia: in alcune di queste, oltre alla presenza di numerose pitture rupestri sono stati rinvenuti anche reperti di vario tipo (punte di frecce, ami, monili…) che ci hanno fornito informazioni sulle abilità dell’Homo sapiens come cacciatore e creatore di utensili. 

Ricostruzione tenda del paleolitico
Ricostruzione tenda del paleolitico. Sito di archeologia sperimentale di Bene Vagienna. Foto by Maestralu.

Nella stagione più calda e di caccia l’Homo sapiens abbandonava le caverne e, seguendo gli spostamenti della selvaggina, costruiva delle capanne o delle tende che venivano smontate e rimontate all’occorrenza.

Per fare le capanne abbattevano lunghi rami, li pulivano dai ramoscelli e poi ne univano sette o otto alla sommità. Infine ricoprivano con frasche o pelli. Le tende invece erano sostenute da ossa e zanne di mammut e ricoperte da pelli.

Ricostruzione capanna del neolitico
Ricostruzione capanna del neolitico. Sito di archeologia sperimentale di Bene Vagienna (CN). Foto by Maestralu.
Interno di una capanna del neolitico.
Interno di una capanna del neolitico. Centro di archeologia sperimentale di Bene Vagienna. Foto by Maestralu.

La sedentarietà

Circa 12.000 anni fa terminò l’ultima era glaciale, il miglioramento delle condizioni climatiche favorì un’ulteriore evoluzione dell’Homo sapiens non più da un punto di vista fisico, ma culturale.
Con la scoperta dell’agricoltura e dell’allevamento del bestiame, l’uomo smise di spostarsi in cerca di cacciagione e cibo da raccogliere. Occupandosi dei campi infatti, gli uomini erano costretti a fermarsi in attesa che il raccolto fosse pronto. In questo modo il nomadismo venne meno, l’uomo divenne sedentario, cominciò a costruire capanne stabili  e  si crearono i primi nuclei di villaggi .

HOMO SAPIENS: L’ARTIGIANATO

Per risolvere i suoi problemi e i suoi bisogni (cacciare, scavare, tagliare, difendersi, ripararsi dal freddo..),  l’homo sapiens perfezionò le conoscenze acquisite dall’uomo Ergaster e inventò nuovi strumenti sempre più raffinati, utilizzando tutti i materiali che l’ambiente gli offriva.

Homo sapiens artigiano.
Homo sapiens artigiano.  Illustrazione by Maestralu.
La pietra

Perfezionò la lavorazione della pietra, soprattutto la selce e l’ossidiana (pietra dura e tagliente di origine vulcanica), con cui produceva: punte di frecce, asce, lance, bulini (punteruoli) per bucare e incidere le pelli, le ossa o il legno. Con la pietra costruiva anche grattatoi per sgrassare e grattare le pelli;  martelli e dorsi (primitivi coltelli con cui tagliare la carne e il legno).

Inoltre inventò particolari incastri per fissare le pietre: inserivano l’amigdala o le schegge di pietra nella fessura del manico di legno, anziché legarle, e le fissavano con della resina d’albero. Così erano più stabili e il lavoro più efficace.

Imparò ad accendere il fuoco utilizzando pietre focaie.

Le ossa e le corna

L’homo sapiens lavorava le ossa e le corna degli animali per realizzare aghi per cucire abiti in pelle; arpioni e ami da pesca per pescare.

Il legno

Costruì canoe con tronchi d’albero scavati per navigare sui fiumi.

Con il legno imparò a realizzare  archi, frecce e propulsori (strumento che utilizzava per scagliare la lancia più forte e più lontano). Grazie a questi strumenti gli uomini potevano abbattere grosse prede rimanendo a distanza di sicurezza.

Realizzava anche collane con conchiglie, denti e pietre colorate, oppure pendenti in osso e avorio per abbellire gli abiti.

HOMO SAPIENS: LA VITA DI GRUPPO

L’Homo Sapiens fu la prima specie a vivere in gruppi organizzati. I primi ominidi vivevano in piccoli gruppi, le famiglie. Ben presto però si resero conto che da soli erano troppo indifesi per sopravvivere in un ambiente pieno di pericoli. Per questo alcune famiglie, legate da vincoli di parentela, cominciarono ad unirsi formando gruppi più grandi: i clan.

Per affrontare difficoltà sempre maggiori, come ad esempio le migrazioni verso nuove zone di caccia i diversi clan cominciarono ad unirsi formando delle tribù: le tribù potevano comprendere circa un centinaio di persone e controllavano un territorio abbastanza ampio. Probabilmente ogni tribù era guidata da un capo, che poteva essere il più forte o il più abile ed esperto.

All’interno di una tribù i compiti erano suddivisi e ognuno doveva fare la propria parte: gli uomini si dedicavano alla caccia o alla pesca e alla costruzione di capanne, compiti che richiedevano maggiore forza fisica.

Homo sapiens: caccia all'orso.
Illustrazione by Maestralu.

Le donne si prendevano cura dei bambini, si dedicavano alla raccolta di frutta e erbe, alla lavorazione delle pelli e al confezionamento di abiti.

Homo sapiens: raccoglitrici al lavoro.

I bambini si esercitavano nella caccia e nella lavorazione delle selce, e aiutavano le donne nella raccolta di cibo e della legna.

Gli anziani si occupavano dell’ “istruzione” dei più piccoli: insegnavano le tecniche di caccia, la lavorazione della selce e delle ossa.

Le conseguenze della vita in gruppo

La vita di gruppo rese anche  necessario stabilire delle regole per mantenere la pace e il rispetto tra i membri, per definire i vari compiti, per garantire la sicurezza ecc. Con l’homo sapiens quindi compaiono le prime società organizzate.

Nello stesso tempo, vivendo in gruppo, l’uomo imparò a “voler bene”: nasceva in lui il bisogno di stringere legami e di conservarli, di creare un gruppo non solo per poter sopravvivere, ma anche per il solo desiderio di stare con i propri simili.

Con la vita sociale, quindi nell’uomo cominciarono a nascere tutte quelle emozioni e sentimenti che caratterizzano la nostra specie.

Vivendo in gruppo, l’uomo avvertì il bisogno di comunicare per organizzare le battute di caccia, i trasferimenti, dividere i compiti, scambiare informazioni. Così si sviluppò il linguaggio e con esso, una capacità di pensiero più evoluta.

Quando il linguaggio divenne più articolato e complesso, l’uomo fu in grado di raccontare avvenimenti ed esprimere emozioni e sentimenti.

homo sapiens vita

La sepoltura

Con il rafforzarsi dei legami affettivi, cambiò anche l’atteggiamento nei confronti dei defunti. All’inizio infatti le persone morte venivano abbandonate diventando cibo per i predatori.

L’homo sapiens invece seppelliva i propri morti. I corpi venivano sepolti in posizione fetale all’interno di una fossa. Vicino al corpo del defunto mettevano alcuni oggetti che  aveva usato in vita: armi, utensili, collane di conchiglie o altri ornamenti, ma anche ossa e denti di animali o fiori per celebrare il morto.

I reperti ritrovati nelle tombe testimoniano il desiderio di non abbandonare i corpi dei defunti alle intemperie e ai predatori, ma fa anche supporre che l’homo sapiens avesse sviluppato un senso religioso e che credesse in una vita dopo la morte.

Sungir: sepoltura di homo sapiens.
Sungir: sepoltura di homo sapiens. Foto di José-Manuel Benito Álvarez [Pubblico dominio]

HOMO SAPIENS: ARTE

L’homo sapiens è stato il primo artista della storia, infatti i primi ritrovamenti che testimoniano la nascita dell’arte e della cultura risalgono a circa 35-40.000 anni fa, quindi, ai primi Homo Sapiens. 

La pittura

L’Homo Sapiens decorava  con graffiti e pitture rupestri le pareti delle cavità più profonde e buie delle grotte in cui viveva.

Per raggiungere i punti più alti delle pareti costruiva delle impalcature o delle scale, inoltre utilizzava le torce per illuminare l’interno della grotta.

I graffiti erano realizzati “graffiando”, cioè incidendo, le pareti rocciose con delle pietre dure e appuntite.

Arte rupestre: Grotta del Romito
Grotta del Romito. Pubblico dominio.

Le pitture rupestri invece, erano realizzate utilizzando colori ottenuti da elementi naturali: terre di vario colore (rosso, giallo, marrone), ceneri e carbone (nero e grigio), mescolati con acqua e grasso animale.

I colori venivano stesi sulla roccia con le dita, con dei bastoncini, con dei tamponi di pelliccia o con dei rudimentali pennelli fatti con i peli degli animali. Oppure  spruzzavano le polveri e gli impasti colorati sulla parete rocciosa soffiando dentro un osso cavo.

Cuevas de las manos. Santa Cruz-Argentina.
Cuevas de las manos. Santa Cruz-Argentina. Foto: Mariano [CC BY-SA 3.0
Gran parte delle pitture rupestri e dei graffiti rappresentano animali e scene di caccia nelle quali orsi, mammut, bisonti e cervi vengono trafitti dalle lance o prese in trappola dai cacciatori. In alcune grotte sono state ritrovate anche numerose impronte di mani e alcuni segni geometrici.

Grotte di Lascaux: arte rupestre.
Grotte di Lascaux: arte rupestre. Autore: I, Peter80 [CC BY-SA 3.0
La funzione magica della pittura

Gli studiosi pensano che questi dipinti non siano soltanto una semplice rappresentazione di ciò che questi uomini vedevano e vivevano, e neppure un semplice abbellimento della caverna, visto che si trovano nei luoghi più bui, nascosti e difficili da raggiungere.

Probabilmente queste pitture avevano uno scopo magico: assicurarsi il successo della caccia.

I primi uomini pensavano che rappresentando gli animali potevano impadronirsi della loro forza per poterli catturare senza pericoli.

Probabilmente davanti a questi disegni gli uomini si riunivano prima di una battuta di caccia, per aumentare il proprio coraggio e per avere una caccia fortunata. Su alcune pitture sono state trovati dei buchi di punte di lancia: forse credevano che colpire l’animale disegnato ne avrebbe favorito la cattura e l’uccisione.

Oppure in quelle grotte entravano gli sciamani: stregoni in grado di contattare lo spirito degli animali per ottenere da loro protezione per la tribù.

In Europa, le grotte più famose sono quelle di Lascaux, in Francia, e quelle di Altamira in Spagna

Homo sapiens: pittura rupestre.
Illustrazione by Maestralu.

La scultura

L’homo sapiens scolpiva  e modellava anche statuette utilizzando materiali diversi: rocce tenere, argilla, avorio, ossa.

Le statuette più famose sono chiamate Veneri e rappresentano figure di donne con forme tonde e generose alte 10-25 cm. Secondo gli studiosi le veneri rappresentano la fertilità della Terra e della donna e avevano la funzione di favorire un buon raccolto.

Riproduzione venere preistorica.
Riproduzione venere preistorica. Foto Maestralu.

La musica

L’Homo Sapiens viveva immerso nei suoni della natura: il fruscio delle foglie, il sibilo del vento, il rombo dei tuoni o i versi degli animali, il ticchettio della pioggia. Questi suoni suscitavano in lui delle emozioni.

Ben  presto l’uomo cominciò ad imitare e a riprodurre i suoni  con la voce (canto) o con pietre, legnetti, semi, ossa, conchiglie ecc. In questo modo egli cominciò ad esprimere e provocare emozioni. Nacque in questo modo la musica.

Tronchi cavi,  bastoni e pietre furono i primi strumenti a percussione; grandi conchiglie e ossa di animali forate furono i primi strumenti a fiato; le armi con l’arco i primi strumenti a corda.

Lo strumento musicale più antico che conosciamo è un flauto, realizzato con un osso cavo di grifone: è lungo 22 cm e può suonare 5 note. E’ stato rinvenuto in una grotta di Hohle Fels, in Germania,  e risale a 35 mila anni fa.

Successivamente si svilupparono anche il canto e la danza.

Clicca qui per vedere e scaricare le schede didattiche sull’Homo Sapiens per la scuola primaria.

Visita le grotte di Lascaux con questo splendido video!

Clicca per saperne di più sulla presenza dell’homo sapiens in Italia e in Europa

Se vi interessa fare qualche laboratorio sull’arte preistorica potete leggere il mio articolo “Arte preistorica per bambini: lavoretti e attività”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.